giovedì 16 marzo 2017

MARTINI SU L'EX GALATEO: "MAI ASCOLTATA LA NOSTRA PROPOSTA PER RIQUALIFICARE PARCO ED EDIFICIO INSIEME. E' TUTTO PATRIMONIO DEI LECCESI, RESTI AI LECCESI"

"LA NOSTRA PROPOSTA PER RIQUALIFICARE SIA PARCO CHE EDIFICIO NON E' MAI STATA VALUTATA DALLA REGIONE. L'EX GALATEO E' PATRIMONIO DEI LECCESI, RESTI AI LECCESI" - Dopo circa due mesi dalla richiesta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano di un tavolo tecnico di concertazione per decidere le sorti dell’EX Galateo, in attesa di una sua risposta, apprendiamo che l’edificio, parte integrante del parco, è stato portato al Mipim 2017, il più importante Salone Internazionale dedicato all’immobiliare, che si svolge a Cannes dal 14 al 17 marzo, per essere messo in vendita dalla Regione Puglia. La motivazione? L’urgenza del recupero. A dire il vero che la questione fosse urgente lo sappiamo da anni, anzi lo denunciamo da anni, poiché è da tempo che chiediamo alla Regione Puglia la possibilità di interloquire riguardo la questione, con l’intento di trovare un punto d’incontro per riqualificare l’intera area, struttura e parco insieme, e riconsegnarla a Lecce e ai leccesi. Per la storica struttura, un compendio immobiliare edificato nel 1929 che un tempo ospitava il "sanatorio", un anno fa sono stati stanziati, da parte della Regione Puglia 1milione e 200mila euro per la sistemazione solo del parco. Dal canto nostro, pur apprezzando l’iniziativa, avevamo sottolineato che non avrebbe avuto senso riqualificare il parco senza mettere in sicurezza l’edificio, poiché sarebbe pericoloso anche per i bambini che sarebbero andati a giocare. La nostra idea, per la quale chiedemmo un Tavolo Tecnico di concertazione ad Emiliano (senza mai aver ricevuto alcuna risposta), era quella di poter intercettare altri fondi attraverso altri finanziamenti e ridare alla città di Lecce, oltre al parco, anche l’immobile. L’ex Galateo sarebbe stato in questo modo sì un polmone verde per la città, ma avrebbe anche ospitato un centro polivalente. Il fabbricato è parte inscindibile del parco e, secondo il nostro progetto, dovrebbe accogliere e riunire una serie di servizi per i cittadini, come una biblioteca, una casa per le associazioni culturali, un centro congressi, delle botteghe artigianali, un posto che si apra alla città attraverso attività per il territorio, con azioni di autorecupero. Un angolo a verde attrezzato aperto a tutti insomma, per dare un servizio alla cittadinanza, interagendo con le associazioni, gli artigiani, i gruppi, i cittadini singoli, rafforzando la rete di relazione tra loro con il quartiere (Leuca), una zona strategica della città che rientra nel progetto di rigenerazione Urbana. L’obiettivo non è solo quello di riutilizzare e rivitalizzare un luogo abbandonato che appartiene alla memoria storica della città, ma anche di dare ai cittadini un punto di riferimento collettivo, un luogo di aggregazione sociale. Così, dopo un anno in cui la Regione ha finanziato 1milione e 200mila euro, non ancora utilizzati per cominciare i lavori del parco, veniamo a conoscenza che il parco, una volta riqualificato (attendiamo di sapere quando) sarà dei cittadini, mentre l’edificio sarà di un acquirente facoltoso, magari straniero, che deciderà di farne ciò che crede, in barba ai leccesi e al parco che lo ospita. Forse la nostra richiesta di dare ai leccesi un parco fruibile e accessibile a tutti, con la possibilità di creare all’interno nuove opportunità di natura sociale, ma anche economica e, contemporaneamente, permettere ai cittadini di riappropriarsi di un patrimonio ambientale, storico e architettonico di Lecce; nelle stanze di Bari non è piaciuto ed hanno preferito andare a Cannes per vendere lo storico edificio di cinque piani immerso in un giardino di pini, palme ed essenze vegetali, allo sceicco di turno per farne un albergo.

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